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MONTAGGIO E TARATURA DELL'OTTICA
Sistemi di mira

COME INSTALLARE E REGOLARE UN CANNOCCHIALE DA CARABINA

Montaggio

Cosa serve
1) Ottica;
2) supporti;
3) eventuale ammortizzatore o freno;
4) attrezzo idoneo alla viteria impiegata;
5) sgrassatore e stracci;
6) carta gommata o nastro colorato.

Prima di cominciare, è necessario pulire accuratamente la zona di attacco dei supporti da ogni residuo oleoso. A tal scopo si impiegherà acetone con parsimonia, oppure specifici prodotti impiegati in elettronica per la pulizia dei potenziometri; se necessario si provvederà anche a pulire la zona di collegamento ottica/supporto. Fatto ciò, si inseriranno gli attacchi a slitta nelle corrispondenti scanalature sull'arma, lasciandole leggermente lasche: in seguito si installerà l'ottica serrando le viti in modo progressivo, prestando attenzione a non creare tensioni anomale al fusto del cannocchiale. Se disponibile si installa anche il freno posteriore. Un primo e grossolano collaudo può essere fatto applicando il nastro colorato come riferimento per la posizione degli attacchi, provando a sparare alcuni colpi non si dovrà osservare nessuna variazione.

Taratura

Come procedere
Per una grossolana collimazione è possibile rivolgersi all'armaiolo che rapidamente, con apposito strumento, la verificherà; in alternativa è possibile procedere da sé con poche difficoltà. Fissiamo l'arma a una morsa a vite interponendo materiali morbidi per non danneggiarne la superficie. Poniamo a una distanza modesta, generalmente 10-12 metri, un pannello di materiale morbido ove l'impronta del pallino sia facilmente riscontrabile.
Sparato il primo colpo (all'inizio può anche capitare di mancare completamente il bersaglio), si corregge la posizione del reticolo dell'ottica ruotando le torrette di regolazione verticale e orizzontale; si ripete la procedura fino a raggiungere un risultato soddisfacente (rosata stretta), si controlla la solidità d'aggancio dell'ottica sul fusto d'arma. Il citato sistema di collimazione, pur essendo riportato in numerosi siti, non mi soddisfa molto, preferisco partire fin dall'inizio con prove di tiro a 10 metri con arma imbracciata, nella posizione soggettivamente più ferma. Importante è effettuare la prima collimazione, così come le successive operazioni, in assenza di vento.

Cosa significa azzerare l'ottica

"Azzerare" l'ottica significa far coincidere il punto d'impatto dei colpi con il centro del reticolo di mira e quindi con il punto mirato. Per far ciò si effettuano generalmente rosate di tre-cinque colpi. Si spara, si individua il centro della "rosata", quindi si ruota la torretta di elevazione in modo tale da far coincidere il centro della rosata con il punto mirato. Ogni "click" della torretta sposta il punto di impatto di un valore specifico, riportato sull'ottica (ad esempio: ¼ di grado a 100 yarde). Si ripete la rosata e, se necessario, la regolazione delle torrette.

La traiettoria e la correzione del tiro

Il tiro delle carabine ad aria compressa ha una evidente particolarità, dovuta alla relativamente bassa potenza: ha una accentuata curvatura, molto di più di una qualsiasi arma da fuoco. Ciò significa che un azzeramento dell'ottica a una certa distanza e con un determinato pallino, vale solo per quella distanza e per quel tipo di pallino. Tirare a un bersaglio più vicino significa molto spesso mancarlo, perché il pallino gli passa sopra; tirare a uno più lontano significa mancarlo, perché il pallino passa sotto (in realtà i punti di azzeramento sono due, infatti la traiettoria del pallino interseca per due volte la linea di mira, ma per semplicità consideriamo solo il secondo "zero"). E' quindi necessario adottare un sistema di correzione del tiro. Generalmente si può fare in due modi:

Metodo A) Si azzera l'ottica a una distanza media, ad esempio 30 metri, poi si stima a occhio la distanza del bersaglio, quindi si mira un po' più alto se il bersaglio è a una distanza maggiore, un po' più in basso se è a una distanza minore. Ovviamente questo sistema è molto empirico, richiede molta pratica e non garantisce risultati eccezionali. Va bene per fare "plinking" con le lattine o per simili attività.

Metodo B) Si azzera l'ottica a distanze diverse, ad esempio 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45 metri e ci si annota di quanti "click" va ruotata la torretta di elevazione per far si che il punto d'impatto coincida sempre con il punto di mira a quella data distanza. Si ricava quindi una tabellina riportante, per ogni tipo di pallino usato, i "click" di regolazione necessari per ciascuna distanza. Questa tabellina va poi memorizzata oppure stampata e applicata da qualche parte sulla carabina, così da poterla facilmente controllare. Il problema è ora quello di stimare la distanza esatta del bersaglio: più questa stima è corretta, più il punto d'impatto si avvicinerà al punto di mira. Disponendo di un'ottica con forte ingrandimento (non meno di 10x), la si può utilizzare come se fosse un "telemetro", purché abbia una ghiera di messa a fuoco (correttore di parallasse) riportante le distanze in metri o yarde. Maggiore è l'ingrandimento, maggiore è la precisione nel rilevamento della distanza.

Come procedere
1) Si pone il cannocchiale alla massima potenza di ingrandimento;
2) si inquadra il bersaglio;
3) si ruota la ghiera di messa a fuoco fino a quando il bersaglio stesso è perfettamente nitido;
4) si legge sulla ghiera la distanza (su ottiche di origine/provenienza americana è riportata di solito in yarde, 1 yd = 0.91 m). Individuata la distanza a cui si trova il bersaglio, si ruota la torretta di elevazione del numero di "click" corrispondenti, quindi si mira e si spara.
E' evidente che in questo caso si mirerà sempre ponendo il centro del reticolo sul punto di impatto voluto, inoltre la tabellina varrà solo per uno specifico tipo di pallino: cambiando diabolo si dovrà costruire un'altro schema. Questo sistema permette di sfruttare al meglio le caratteristiche di precisione intrinseca dell'arma, pur essendo ovviamente un po' più laborioso. E' questo comunque il sistema adottato da tutti i tiratori che praticano il field target.
Ricordarsi infine di valutare sempre la velocità del vento laterale, così come la sua direzione: possono essere definite osservando il comportamento delle fronde o della vegetazione erbacea e influiscono notevolmente sul tiro outdoor.

Anonimo - aria.compressa.org - 2004

Postato il Monday, 02 February @ 11:13:36 UTC di Anonymous
 
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Re: MONTAGGIO E TARATURA DELL'OTTICA (Voto: 1)
di donatellosca il Wednesday, 04 February @ 12:24:20 UTC
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Bisogna fare attenzione a stringere una springer in morsa.Il rinculo che si ha con questo tipo di ac,potrebbe rovinare la carabina nel punto dove viene stretta .Nessun problema,invece,per le pcp.
bye



Re: MONTAGGIO E TARATURA DELL'OTTICA (Voto: 1)
di donatellosca il Wednesday, 28 April @ 20:21:52 UTC
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Precisando meglio alcuni semplici ma fondamentali accorgimenti:

Appoggiare la carabina sul rest alla disatanza prestabilita alla quale si vuole azzerare l'ottica.
Non si dovrebbe agire sulle torrette prima di aver tirato almeno 10 diabolo,dando così modo all'ottica
di assestarsi.

Far coincidere il punto d'impatto con il punto di mira agendo sulle torrette di regolazione,far seguire dinuovo 10 tiri e verificare sè corrisponde,
Ad ogni regolazione delle torrette fai seguire almeno 10 tiri .


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