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UN REVOLVER CON TRE CANNE
Armi a CO2

IN QUESTO KIT A BOMBOLETTA SELTZ (CO2) DELLA TEDESCA UMAREX TROVIAMO UNA BELLA RIPRODUZIONE BRUNITA DEL FAMOSO REVOLVER S&W 586, COMPLETA DI CANNE IN TRE MISURE: 4, 6 E 8 POLLICI. MOLTI PREGI, TANTO DIVERTIMENTO, QUALCHE DIFETTO
(Estratto da un articolo di C.M. Leoni su Armi Magazine - settembre 2004)


Premessa

La mia Smith & Wesson 586 ha montata in questo momento la canna da otto pollici (nella foto quella da 4): ho quindi tra le mani un piccolo cannone portatile (circa trentacinque centimetri in totale, di cui quasi diciannove di sola canna) che tende sensibilmente ad appruare, sbilanciato com’è in modo così evidente, e un po’ buffo anche se impressionante, nella sua parte anteriore. Comunque sia, questa interpretazione CO2 del famoso revolver a fuoco, realizzata dalla ditta tedesca Umarex su licenza S&W e importata in Italia da Bignami SpA di Ora (Bz), non sfigurerebbe certo in una collezione di armi da fuoco: e in particolare questa versione brunita, che esamineremo (cioè il modello 586), è realizzata davvero bene, perché – al contrario – l’interpretazione nichelata della stessa arma (modello 686) non dà purtroppo le stesse piacevoli sensazioni al suo possessore, a causa di una piccola ma fastidiosa imperfezione estetica, come vedremo più avanti.



È tutto metallo

Il revolver è costruito interamente in lega di zinco, con pesi che variano da 1100 a 1400 grammi circa, a seconda della canna impiegata: fanno eccezione le enormi guancette dell’impugnatura ambidestra (un po’ troppo grande nel complesso per le mie mani), realizzate in plastica gommata, e gli organi di mira costruiti in plastica rigida. 


Il kit che ho acquistato comprende tre canne nelle misure nominali di 4, 6 e 8 pollici, ma il revolver è disponibile anche in versione singola da 6 pollici, con opzione di acquisto successiva per le altre canne disponibili: in questo modo, però, andremo a spendere più soldi e non avremo la valigia in dotazione al kit, nella quale raccogliere e riporre comodamente tutti gli accessori.


Il castello dell’arma ospita alcune parti modificate espressamente in funzione della realizzazione con funzionamento CO2: il tamburo, componente fondamentale e dinamico nel revolver a fuoco, è purtroppo fisso, anche se esteticamente ben realizzato, e la leva di sgancio di quest’ultimo si limita quindi a comandare semplicemente la fuoriuscita di una “corona di caricamento” di colore nero dello spessore di nove millimetri circa, capace di contenere 10 piombini in calibro 4,5 mm, posta a completamento del tamburo stesso nella sua parte anteriore. 


In altre parole, è questa corona l’unica parte che viene rilasciata al posto dell’intero tamburo quando devono essere inserite le munizioni, e mentre nella versione brunita modello 586 questo particolare in metallo nero si dissimula molto bene con il colore scuro dell’intera arma, nel modello 686 la corona nera spicca – come un doloroso pugno nell’occhio – in contrasto con la finitura del tamburo fisso e del castello che sono nichelati, rendendo irreale e un po’ giocattolo un revolver che solo per la sua presenza dovrebbe suscitare timoroso rispetto. Per inciso, non esiste affatto una versione nichelata della corona di caricamento, neppure come opzione “after-market”.



L’ingegnosa impugnatura


Un altro componente che ha dovuto essere sfruttato per il funzionamento a CO2 è l’impugnatura dell’arma, ove – nella parte sottostante – troviamo una leva brunita, peraltro molto ben dissimulata, chiamata “tenditore della bomboletta”, che è necessaria a forare e trattenere saldamente in sede (nascosta sotto le guancette) la classica bomboletta seltz da 12 grammi di CO2 indispensabile per l’alimentazione di questo tipo di armi.


In pratica il rifornimento è semplice e veloce: si apre il tenditore, si estrae la guancetta destra dalla sua sede (è montata mediante mollette a pressione), si azzera il piattello di supporto della bomboletta, si introduce bene in sede quest’ultima subito riavvitando il piattello per mantenerla ferma, si fissa di nuovo la guancetta e si chiude il tenditore a conclusione dell’operazione. L’arma a questo punto è alimentata, e permetterà un’autonomia di circa cinquanta colpi, cioè cinque “corone di caricamento” o caricatori circolari, dopo di che le prestazioni inizieranno a decrescere precipitosamente di colpo in colpo, fino a trovarsi il diabolo fermo e incastrato in canna se non si decide di smettere di sparare per tempo.



Che tipo di canna preferite?


Bella davvero, questa rivoltella, anche per la sua semplicità: passare da una canna a un’altra è anch’essa operazione rapida ed elementare. La volata della canna è in pratica un controdado che mantiene allineati e solidali la canna e il copricanna, e blocca quest’ultimo al castello: con l’apposito attrezzo in dotazione si svita il controdado, si sfila il copricanna dalla canna di sparo vera e propria, infine si svita quest’ultima dalla sua sede. Al termine dell’operazione avremo a disposizione un … revolver monco! A questo punto non resterà che scegliere la nuova canna nella misura desiderata e ripetere l’operazione al contrario: davvero una manciata di secondi per smontare e rimontare il tutto, e la nostra rivoltella riprenderà immancabilmente il suo rispettabile aspetto.


Sui copricanna è stata prevista un’apposita fresatura adatta a ospitare il mirino in plastica nera, che può essere fissato in una sola posizione ed è mantenuto nella sua sede per mezzo di una vite. Ci sono alcuni mirini (tutti eguali) disponibili nel kit, corredati da un paio di viti speciali per il loro montaggio.


La tacca di mira è anch’essa in plastica e di realizzazione però non troppo entusiasmante (ha pure qualche sbavatura di stampo), tuttavia è regolabile in alzo e deriva per mezzo di due viti: per la regolazione verticale, se il colpo giunge sul bersaglio troppo in alto, è necessario girare l’apposita vite verso destra, mentre per quella orizzontale, se il colpo va a segno troppo a destra, sarà necessario girare l’altra vite verso sinistra (e viceversa).



Scatto “soft”


Lo scatto di questo revolver è parecchio leggero, e per rendervene conto dovreste provare qualche altra arma a CO2 prodotta da Umarex. Il revolver può funzionare sia in singola, sia in doppia azione; ovviamente l’uso di quest’ultima modalità assoggetterà il tiratore a una maggiore corsa del grilletto e quindi a un aumento delle possibilità di piazzare malamente qualche diabolo sul bersaglio, allargando un po’ la rosata. In singola azione la corsa del grilletto è brevissima, e impugnando correttamente l’arma è possibile ottenere risultati soddisfacenti. Tuttavia, le limitazioni imposte dal CO2 che alimenta questo revolver impediscono di dedicarsi a un tiro realmente rapido, se non al prezzo di vedere calare le prestazioni di colpo in colpo. Infine, è da segnalare che esiste una sicura automatica sullo scatto con otturatore aperto.



Cosa c’è nella valigia …


Se abbiamo avuto la buona idea di acquistare il kit completo, avremo a disposizione una valigia in plastica blu, con impresso il simbolo bianco S&W, della misura di circa 30x40 centimetri e imbottita in schiuma sintetica. La valigia contiene il revolver con canna e copricanna a 6 pollici (quello “di serie”), oltre alle canne e copricanne da 4 e da 8 pollici. Inoltre dovrebbero essere presenti: mirini in plastica, viti speciali per il fissaggio dei mirini ai copricanna, scovolo, corona di caricamento, controdado di volata, l’apposito attrezzo per il fissaggio del controdado appena citato e l’opuscolo di istruzioni in italiano. 


Bene per il mirino eccedente (nel mio kit ne ho trovati quattro), tuttavia spiace trovare due sole viti di fissaggio dei mirini stessi: le canne sono tre, e ogni volta che monto la terza devo intervenire per togliere una vite da un altro copricanna; in questo modo andrà a finire che si rovinerà qualcosa (brunitura, filettatura, intaglio della vite, o peggio, la filettatura del copricanna). Quindi mi sarebbe piaciuto avere a disposizione una vite in più, o magari due per avere una scorta in caso di smarrimento.



… e cosa non si vorrebbe trovare!


Un copricanna del kit mi è stato sostituito in fase di acquisto e una canna ha dovuto subire successivamente un intervento “di messa a punto” alquanto insolito. Devo dire che possiedo anche altre pistole Umarex, ed è in verità la prima volta che mi capitano simili inconvenienti, dovuti  probabilmente proprio all’intercambiabilità delle canne.

Mi spiego meglio: il kit conteneva un copricanna che presentava all’origine un difetto di brunitura, il commerciante fu molto corretto e mi sostituì il copricanna con un altro della stessa misura.

Non mi accorsi, invece, fino a quando presi in mano un cronografo, che la canna da 8 pollici era difettosa in culatta: in pratica, posso supporre che la stessa avesse preso un colpo alla sua estremità posteriore, forse in fase d’imballaggio o magari mentre veniva mostrata a un cliente. Questo componente presentava una sbavatura all’imbocco della canna stessa, difetto che verosimilmente poteva impedire il completo utilizzo del gas rilasciato dalla valvola in fase di sparo o il corretto passaggio del pallino. Decisi di intervenire autonomamente in modo semplice e veloce: forte del fatto che la rigatura della canna inizia un poco più all’interno della stessa, intervenni con una fresetta montata su un Dremel per ridare alla culatta la sua originaria forma svasata. Devo ammettere che l’intervento fu anche un poco azzardato, in quanto il Dremel subisce i tremolii della mano che lo guida, tuttavia i risultati più che positivi furono immediatamente rilevati sia con il cronografo, sia con i centri sul bersaglio. 



Prova sul campo e rilevazioni strumentali


Interessanti, per la tipologia dell’arma, le rilevazioni strumentali effettuate, premesso che – come molti sanno – le prestazioni erogate da un’arma ad alimentazione CO2 dipendono dalla temperatura esterna e dalla cadenza di tiro adottata.


Sono stati sparati 5 caricatori con ogni canna (50 colpi), cambiando la bomboletta CO2 a ogni sostituzione della canna stessa. Sono stati usati per questa prova i pallini Rws R10, calibro 4,50 mm da 7,7 grani. Tra un colpo e il successivo sono intercorsi circa 5 secondi (volutamente insufficienti per riportare la valvola interna alla sua temperatura ideale).

I primi 4-5 colpi, con ciascuna bomboletta appena installata, valvola a temperatura ambiente e relativamente a ogni canna, hanno sempre denunciato le migliori prestazioni in assoluto, entusiasmanti e accompagnate da un potente “schiocco”, che non è mancato a dire il vero neppure per i colpi successivi. La differenza di V0 tra la canna da 4 pollici (la più corta) e quella da 8 pollici (la più lunga – differenza reale tra le due circa 100 mm) è stata rilevata confrontando la media delle migliori prestazioni delle due canne e si è attestata in un risultato di +27,7 m/s a favore della più lunga, che meglio sfrutta l’espansione del gas grazie al suo maggiore sviluppo lineare (la V0 media ottenuta sui 40 colpi migliori con la canna a 8 pollici è stata 136,6 m/s). 


Allo sparo, il rinculo è inesistente, e anche questo permette una buona precisione di tiro entro 8 metri circa dal bersaglio, un po’ disturbata comunque dall’impostazione appruata nel caso sia montata la canna più lunga, da 8 pollici. La gittata effettiva del pallino è comunque più ampia, e ciò permette di colpire con soddisfazione anche i bersagli più lontani, divertendosi nel “plinking” da giardino.



Conclusioni


Ottima 4,5 mm da divertimento e sicuramente propedeutica all’uso delle armi da fuoco, facile e soddisfacente da usare, che possiede uno scatto piuttosto “umano”: non aspettatevi però di tirare ai bersagli di P10 come magari fate normalmente con un’arma match. Questa è una bella riproduzione del revolver a fuoco S&W, con la quale potete trarre il massimo divertimento nel fare “plinking” all’interno (per chi ha questa possibilità) e all’esterno (dipendentemente dalla temperatura, a causa del CO2), ma non è possibile né giusto pretendere prestazioni agonistiche.


La versione brunita può trovare degna collocazione, sotto l’aspetto estetico, in una collezione di armi da fuoco, ove bisognerà osservarla da vicino per rendersi conto che è una riproduzione: in effetti la realizzazione è di un certo livello e rientra negli standard Umarex. Davvero un peccato la corona nera sulla versione nichelata. La massima prerogativa di questo revolver resta la semplicità d’uso e la divertente versatilità nel tiro informale e nel “training”: è per questo che è nata ed è per questo che deve essere acquistata e usata.

© C.M. Leoni, Armi Magazine, 09/2004 - cml, aria.compressa.org, 12/2004


Postato il Wednesday, 29 December @ 22:02:14 UTC di cml
 
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Re: UN REVOLVER CON TRE CANNE (Voto: 1)
di scooter il Saturday, 22 January @ 11:43:06 UTC
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Parole sante, possiedo anch'io la 586 - 6'' e la soddisfazione è ai massimi livelli, purtroppo non ho avuto la possibilità di acquistare il kit 3 canne per testarne la differenza in termini di potenza espressa, ma non mi lamento.
Complimenti per l'articolo, completo e imparziale.


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