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POLVERE DI STELLE
Storia, filosofia e tecnica

RICORDI DI UNA DIANA MOD. 22

La descrizione delle caratteristiche tecniche di questa interessante carabina è un po’ vaga in quanto è solo frutto dei miei ricordi di circa 30 anni fa , quando all’incirca quindicenne divenni proprietario di questa armaa che al momento fece di me la persona più felice del mondo.
La carabina era una classicissima "springer" basculante, anche perché in quel periodo l’unica carabina a canna fissa che si vedeva in circolazione era la diana mod. 50, un sogno per me purtroppo irrealizzato.

Calibro 4,5 mm
Canna rigata in bronzo, con camicia in acciaio brunita
Guarnizione pistone in cuoio calettata tramite vite, scatto diretto
Mirino a punta non intercambiabile, tacca di mira regolabile in altezza e deriva, non era prevista la slitta per il montaggio dell’ottica
Calcio in legno senza il calciolo in gomma
Potenza circa 4,5 Joules

Avere una Diana mod. 22 per noi ragazzi del '57 era un sogno, mi ricordo ancora delle sfide che facevamo appostati lungo la riva del fiume in attesa che passasse il barattolo o la lampadina di turno trasportata dall’acqua , per poter dare libero sfogo alle nostre ambizioni di tiratori scelti. Allora non esistevano cassonetti, non c’era cultura ambientale e le discariche erano spesso e volentieri le rive dei fiumi, quindi l’attesa non era mai vana, anzi il contrario, insomma praticavamo una sorta di “field target “ dove appunto i bersagli erano palloni, bottiglie ,barattoli e quant’altro il fiume potesse trasportare.

La mia passione per il “tuning" si sviluppò proprio in quegli anni , dove la paghetta bastava sì e no a comprare i piombini , e quando questi finivano si faceva ricorso a delle fusioni "caserecce" dove sopra una retina colavamo il piombo fuso facendolo cadere in un secchio pieno d’acqua, ricavando appunto dei pallini sferici di calibro 4,5.

Dato che le nostre ac non avevano riposo, anche le molle si scaricavano spesso e allora con l’aiuto di un fabbro vicino casa rigeneravo, per cosi dire, le vecchie molle, stirandole fino alla lunghezza originale o anche più, e ritemprandole poi in un contenitore con olio esausto, dato che sempre all’epoca non esisteva il Consorzio Obbligatorio dell’olio usato.

Ricordo ancora che facevamo a gara a chi riuscisse a cavare il meglio dalla sua carabina, le sfide ovviamente si facevano a parità di modello, e il moderno cronografo era una fila di barattoli allineati: il risultato finale non era in Joules, bensì in numero di fori passanti in sequenza , poi c’era chi barava e metteva l’olio nella "tranfer port", oppure chi sulla Diana mod. 22 riusciva a infilare la molla del mod. 25... Di conseguenza ci inventammo il compressore, perché spesso non volevamo far sapere agli altri rivali di aver montato una molla più potente; questo consisteva in un morsetto o “servente” di quelli usati dai fabbri o dai falegnami per tenere insieme i pezzi da lavorare, ma con esso erano più i danni che si facevano che il costrutto, infatti il più delle volte sotto pressione la molla sfuggiva dall’attrezzo, la carabina si graffiava e si rischiava seriamente di farsi male.

Senza ombra di dubbio questa carabina ha rappresentato una pietra miliare negli anni '60-'70 e insieme ai modelli 25, 27, 35 e50 ha contribuito a rendere famoso nel mondo il marchio Diana, che a detta di molti esperti del settore vive ancora “di rendita” dovuta al fatto che in quel periodo non aveva o quasi rivali: infatti il nome Diana è ancora oggi, seppure in tono leggermente minore, sinonimo di affidabilità e precisione.

Essa era priva del numero di matricola e per la detenzione bastava essere in possesso di regolare denuncia presso la locale Stazione dei Carabinieri, ovviamente l’acquirente doveva essere maggiorenne e all’epoca si era maggiorenni dopo aver compiuto il ventunesimo anno di età.
Ricordo benissimo che in molti casi ne erano in possesso ragazzi che aggiravano l’ostacolo facendola intestare a un amico maggiorenne compiacente, oppure ad un famigliare adulto e il gioco era fatto.

Poi verso la fine degli anni 70 entrò in vigore la legge che regolamentava l’immatricolazione e catalogazione delle ac mettendole sulle stesso piano delle armi da fuoco, legge che significò un lenta agonia delle ac nel nostro Paese fino al "boom" che si è verificato con l’avvento della nuova regolamentazione in materia , che è storia dei nostri giorni.

© zorro - aria.compressa.org - 03/2005

Postato il Sunday, 06 March @ 06:28:41 CET di zorro
 
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Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 1)
di ginb il Sunday, 06 March @ 11:09:50 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
bravo zorro, dellissimo l'articolo appropriato il titolo
ciao ginb



Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 1)
di dersu il Sunday, 06 March @ 18:31:46 CET
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un che di nostalgico e di tenero, che scalda il cuore e ricorda come esistevano tempi i cui tutto era molto più semplice e senza farragginosità che si arrotololano su se stesse; vero, non c'era lo spirito di conservazione ambientale che c'è ai nostri tempi in cui per contro il buon senso è ormai quasi defunto
una piacevolissima lettura
bravo zorro
ciao



Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 1)
di cubo il Wednesday, 09 March @ 12:51:24 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Un salto nel passato in una epoca che non mi apparteneva.Piu' che una carabina,adesso vedo persone.
Grazie



Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 0)
di Anonymous il Friday, 11 March @ 10:29:12 CET
bravo zorro, mi piace leggerti nei forum, mi è piaciuto leggerti in questo articolo, anche per me "ragazzo del 55" i ricordi affiorati sono molti, con una diana forse 25 o giù di lì, a casa di amici..... quanti tiri: la monetina, la candela accesa i soldatini......... quante sensazioni.
ciao fubi77



Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 1)
di ugo il Friday, 25 March @ 16:25:35 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Grazie Zorro, si grazie perchè con il tuo articolo mi hai riportato in dietro di 25 anni, tra i sobborghi del mio paese dove soprattutto in inverno, nascosti da angoli di case diroccate o in mezzo a quelle silenziose montagne, prendevamo di mira lampadine e barattoli, ghiande e qualche merlo che spesso la faceva franca... tempi andati!? Ricordi sepolti di una vecchia diana 25 che come carboni cosparsi da cenere ancora calda al soffiar del vento ritornano ad ardere!
Proprio in questi giorni come sai, spinto da nuovo vento, sto acquistando l'hw 950 che spero funzioni come il tuo articolo e come una "TIME MACHINE" mi riporti indietro nel tempo, sai!? Quando ripenso a quei tempi sento ancora l'odore dell'olio che imbracciando l'arma si univa al fumare dei camini... Non saprei dirti se la nostalgia che provo dipenda dalla vecchia passione per quel diana o dalla voglia di rivivere la semplicità della vita di allora quando ero un bambino la cui unica preoccupazione era comprare una scatola di pallini o rimediare una sigaretta... Spero che io riesca presto ad infondere mio figlio la passione per il tiro... Un abbraccio Ugo!



Re: POLVERE DI STELLE (Voto: 1)
di tave il Wednesday, 24 August @ 19:12:37 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
grandioso!
ti ho persino citato nella mia presentazione al forum!


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