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HW45 TUNING
Armi ad aria compressa

COMPLETA RECENSIONE DELLA NOTA CORTA DI CASA WEHIRAUCH, VERAMENTE RICCA DI DETTAGLIATE IMMAGINI, CON APPROFONDITE DESCRIZIONI DI INTERVENTI DI PERSONALIZZAZIONE E DI TUNING.





PREMESSA
Le operazioni che descrivo sono il risultato di prove ed esperimenti che ho fatto personalmente.
Non ho nessuna responsabilità se qualcuno vuole imitarmi.
Tuning dall’inglese "to tune" = regolare, aggiustare, mettere a punto, ma per semplicità parlerò di modifiche.
La pistola e’ rimasta nella piena legalità, si tratta di tuning nel rispetto delle leggi.
Tutte le foto le ho fatte io e sono di mia proprietà.
Lo schema di montaggio è tratto dal sito di T.W. Chambers & Co, modificato secondo le mie esigenze.
Spesso nomino “difetti” che in realtà non lo sono, sono io che sono un “perfettino” o “precisino” e cerco la massima accuratezza.
Le impressioni sono esclusivamente personali e soggettive, non ho nessun legame con industrie di munizioni, armi, ecc.
Probabilmente alcuni termini tecnici non sono esatti, ma spero di farmi capire lo stesso.




PRESENTAZIONE HW45
La HW45 è una pistola per divertirsi, non ha la pretesa di gareggiare, ed è potente quanto basta per dare delle belle soddisfazioni.
Prima dell’acquisto, ho sparato qualche giorno anche con una delle sue dirette concorrenti: Diana FP5 Magnum.
Messe sulla bilancia dei pro e dei contro, le due armi circa si equivalgono, quello che mi ha fatto optare per la HW è stato lo scatto, sensibilissimo.
Inoltre esteticamente la HW e’ una pistola, la Diana è una piccola carabina.
I primi spari con la HW erano molto potenti, l’effetto diesel è rimasto per decine di colpi, le fiammate che faceva erano impressionanti.
Ho notato che aveva alcuni “ difetti” se così si possono chiamare, che ho provato a risolvere durante l’accuratizzazione, primo tra tutti la precisione, a 10m le rosate erano di 10-12 cm, al confronto con la Diana FP5 Magnum ero molto più preciso.
Sparo con due mani, tipo poliziotto, mi pare si chiami posizione Weawer.
La pistola ha due potenze di tiro, ma in pratica si usa solo la massima: la potenza ridotta non serve a nulla, ed è anche meno precisa della max. Se da un lato si hanno un pò meno reazioni, dall’altro il piombino impiega più tempo ad uscire dalla canna, la quale si sta già muovendo verso l’alto quando il piombino la lascia. I tiri sono tutti più o meno più alti in base a quanto stringiamo la pistola.
Alla massima potenza, invece, l’influenza dell’impugnatura si nota meno.

Le modifiche qui presentate sono reversibili, togliendole ritorna tutto originale, con esclusione delle griffe.


SISTEMA DI PUNTAMENTO
All’acquisto la pistola aveva le fibre ottiche Tru-Glo, siccome sono leggermente presbite, leggermente miope e leggermente astigmatico, vedevo solo una serie di palline luminose, difficili da orientare. Ho provato a coprirle con nastro adesivo: molto meglio! Il giorno dopo avevo già tolto le fibre ottiche. I forellini rimasti però davano fastidio lo stesso allora li ho chiusi con pezzetti di OR. Tutto OK!






Un’altra cosa che non mi piaceva era l’estrema debolezza della mollettina CS485, tutte le volte che si carica l’arma e si chiude la parte superiore, si schiaccia il gruppo di mira posteriore; se poi si tocca e si muove la vite B1374 l’alzo si modifica.
Ho tagliato un pezzetto di tubo in gomma nera, circa 3 mm, l’ho schiacciato in morsa per ridurne lo spessore, l’ho messo tra il basculante OS246 ed il porta canna, appoggiato sulla superficie rossa nello schema. Chiuso il basculante, rimontata la vite B1374 (infilata nel pezzo di gomma). Regolato l’alzo. Dopo poco la gomma tende a tornare alla sua dimensione iniziale, bloccando il basculante.



Questa modifica permette sempre la regolazione dell’alzo, basta spingere un po’ sul basculante col dito, inoltre blocca anche il piccolo brandeggio del basculante stesso.



LEVETTA SICURA
Sparando con la mano destra, la levetta destra della sicura intralcia. L’ho sostituita con una piccola rondella di ottone, così si nota bene la modifica.
Quando si carica la pistola, interviene la sicura interna SF057, che evita di sparare con l’arma aperta, ma una volta chiusa l’arma, la sicura esterna SF058 non è automatica, potrebbe essere pericoloso. Dopo ogni sparo, metto la sicura, carico la pistola, la sicura la tolgo col pollice della mano sin, solo quando impugno per tirare. Tiro. Rimetto la sicura.






SMONTAGGIO
Lo smontaggio non è particolarmente difficoltoso, solo la prima volta si deve dare dei colpetti alle chiavi a brugola, per rompere i legami del frenafiletti che hanno usato in Weihrauch. La chiave, di buona qualita’ deve essere bene inserita nella testa della vite, ma questo qualsiasi “meccanico” lo sa.
Non uso martelli in gomma, perché possono avere dei trucioli piantati, ma uso martelli in ferro con pezzetti di legno, di varie durezze in base dove colpire, es. per colpire la testa di una vite uso noce, rovere o altri legni duri, se devo colpire una parte delicata uso legni teneri, come pino o abete, magari con un pezzetto di stoffa.
La prima cosa da smontare sono le guancette PG008-9, viti B1037.
Qualsiasi operazione va fatta con le guancette smontate, se non altro per mantenerle pulite.
A pistola chiusa, infiliamo un pezzetto di fil di ferro o una graffetta nel foro indicato dalla freccia blu-rossa nel particolare SF057 (la sicura).




Sganciamo il cane.
Si allenta il grano C1059 e si sfila la spina DP041
Tiriamo tutto il blocco superiore verso il cane, gli uncini delle griffe UL155-6 devono essere negli allargamenti indicati con le freccine viola.
Smaneggiando un po’ tutto il blocco si stacca.
Per smontare le griffe c’è da allentare il grano C1033 e sfilare la spina DP139
Togliamo adesso il gruppo cilindro pistone. Allentiamo un paio di giri la vite C1077, sfiliamo la spina DP134 (la posizione è indicata dalla freccina rossa)
Battiamo sulla vite C1077 finché il cilindro non si muove, svitiamo completamente la vite.
Con l’impugnatura in alto battiamo la pistola su un pezzo di legno, finché il cilindro esce. Mantenere ortogonale lo scasso della freccina verde-viola con l’astina SF057
Ho immorsato il cilindro in un morsetto da muratore (usandolo come compressore), sulle cui teste ho fissato due pezzi di legno. Attenzione a non forzare sulla linguetta indicata con la freccia verde-rosso.
Si sfila la spina DP167. Allentando il morsetto esce il guida molla e la molla.
Nei disegni ufficiali il guidamolla SG042 è disegnato al rovescio, nel mio disegno è stato corretto. L’ho evidenziato in giallo.
Dal cilindro si sfila il pistone P072 con relativa guarnizione PW088.
Svitiamo la C1012 e si toglie il blocchetto BK062.
Nella mia il chiodino DP181 era montato rovescio, va bene come è sul disegno, infilato nella parte inferiore della mollettina CS204.
Con un tondino in legno nel cilindro spingiamo fuori la culatta, senza codice in azzurro. Fare attenzione che c’è un OR e potrebbe tagliarsi nello scasso indicato con la freccina verde-viola. Attenzione soprattutto nel rimontaggio, ungere e accompagnare l’OR per non pizzicarlo.
La linguetta della freccina verde-rossa è solo appoggiata nella sua sede con uno spillo.
Non ho smontato tutto il gruppo di scatto, visto che va benissimo così.
Non ho ancora smontato la canna BRL084, dovrei rifargli l’appoggio in testa, indicato in blu, magari imboccolandolo. Adesso non scorre nella sua sede.
Si nota sparando a basse temperature, quando la canna si scalda ed il resto è freddo, le diverse dilatazioni termiche rendono il tiro approssimativo.
La guarnizione PW088 si scalza con un cacciavite, ma poi è da sostituire; non smontare se non si ha un ricambio.






RIMONTAGGIO
Per il rimontaggio si segue il percorso inverso. Attenzione all’OR della culatta.
Io uso esclusivamente grasso al bisolfuro di molibdeno Moly, sono molti anni che lo uso e non mi ha mai tradito. Nella molla ho provato ad usare il grasso spray per le catene da moto: non intacca le parti in gomma, è abbastanza filante, spray va dappertutto, è fortemente adesivo e rimane bene appiccicato. Ma il rumore, prima del caricamento e dello sparo poi, non mi piaceva. Pulito tutto e reingrassato con Moly.
Attenzione al rimontaggio del gruppo pistone nel morsetto da muratore: tengo il morsetto in morsa, con la mano sinistra tengo guidata la molla e con la destra avvito il morsetto. Se quando abbiamo solo imboccato la spina DP167 le 2 fessure del pistone non coincidono perfettamente con le fessure del cilindro, allentare il morsetto e ruotare la molla sul blocchetto ECP041
E’ molto importante che le fessure cilindro pistone coincidano perfettamente..
Quando ne siamo sicuri possiamo reinserire completamente la spina.
Nel rimontaggio delle viti, io non uso frenafiletti, ma nastro in teflon per idraulici.



BREAK BARREL
La HW45 è una "break barrel", cioè un'arma che viene caricata abbassando la canna (che è quindi "basculante"). Aggiungerei non fermata saldamente. Per sistemare un po’ le cose ho aggiunto un anello rasatore di 0,2 mm tra la boccolina W139 e la parete in giallo del portacanna UL165.
Anche se il brandeggio è diminuito, non è scomparso. Naturalmente la cosa si nota solo se il cane non è agganciato.
Il gruppo canna chiuso è tenuto fermo solo dalla forza del cane, un eventuale rilassamento di quest’ultimo potrebbe portare al brandeggio di tutto il gruppo.
Ho fatto un forellino cieco diametro 2 mm profondo circa 3 (non mi ricordo bene) vicino al foro della spina DP095. Ho inserito, a forza, nel forellino un pezzettino di Nylon nero leggermente sporgente. Naturalmente operazione sui due lati.
Chiudendo il gruppo canna, la plastica in eccesso si è schiacciata, adattata, bloccando il particolare UL165 al centro della sua sede.
Adesso il gruppo canna si apre e si chiude dolcemente grazie al rasatore e, grazie agli spessori in Nylon, si chiude con un rumore meno metallico, ovattato, e soprattutto la canna è ferma ed inchiodata.
L’aria che esce dalla transfer port non ha più nessuna possibilità di muovere la canna o sfiatare causa un centraggio non perfetto OR-canna. OR020-BRL084.









La canna si sporca abbastanza spesso ma la transfer port rimane pulita, quindi lo sporco deriva dal lubrificante dei piombini e non dal cilindro. Per pulirla uso un filtro slim per sigarette. Taglio a metà. Con alcune gocce di WD-40 infilo il primo mezzo feltrino nella canna e lo spingo avanti indietro con un tondino in plastica. Mi aiuto con il pressapiombino per non farlo uscire. Dopo 3-4 corse lo tolgo. Con l’altro mezzo filtro faccio la stessa operazione, senza lubrificante, per asciugare la canna.



CILINDRO
Il cilindro è ricavato da tubo in acciaio, secondo me di spessore troppo sottile.
Le griffe di acciaio temprato sono tenute in guida solo dalle due asole nel cilindro, ad ogni caricamento sfregano e grattano sulle asole stesse consumandole o deformandole. Il rumore che fanno è sgradevole. La sottile lingua di materiale tra le asole tende ad alzarsi. Ho riportato la linguetta al suo posto, ribattuto la parte deformata, rifinita l’asola con limetta.











RETTIFICA
Sia il pistone che il cilindro avevano dei brutti segni longitudinali, un principio di grippaggio.
Rettifica manuale del cilindro. Ad un tondino in legno di circa 15 mm diametro, si attacca con carta gommata un pezzo di cartavetrata del 400 in modo da formare una bandiera. Si avvolge la cartavetrata al bastoncino interponendo alla spirale dello scottex, in modo da creare una specie di “calippo” morbido con all’esterno la cartavetrata. Si olia il tutto e si “avvita” all’interno del cilindro. Il senso di rotazione è quello che abbiamo usato per fare la nostra fiaccola e non si inverte mai. Continuando a ruotare spingiamo la fiaccola prima in un senso poi nell’altro, cioè sfilandola. Ci vuole tempo e pazienza, si può anche usare un avvitatore a bassa velocità.
Alla fine dovremmo avere tanti segni incrociati ma nessuno longitudinale.
Consumandosi la carta si raffina, ed i segni sempre più fini, fino ad assumere un aspetto opaco.
Rettifica manuale del pistone. Ho incastrato il pistone ad un pezzo di legno tipo manico da scopa, l’ho avvolto con cartavetrata del 400 tenuta in mano, e con la stessa tecnica ho ottenuto gli stessi segni. Naturalmente senza guarnizione PW088.
Su questi segni si aggrapperà il Moly, perciò non cerchiamo una finitura eccessivamente liscia, riterrei sbagliato usare paste abrasive fino ad ottenere un effetto lucido.
Dopo la rettifica ho tolto tutte le bave e gli spigoli taglienti, specialmente nella zona interna culatta del cilindro, dove si deve montare il sottile OR, non indicato nello schema.










GRIFFE
Come ho detto prima, le griffe in acciaio temprato, hanno 2 “difetti”: il primo è di forzare sulla linguetta del cilindro deformandola; il secondo è di sporgere troppo all’interno del cilindro, interferendo con la molla.
Dovevo far scaricare la forza delle griffe solo sul pistone così ho limato le punte, con dischetti di carta abrasiva su mini fresino. Ho tolto la parte sporgente che interferiva con la molla e creato due uncini.
Le griffe, vicino agli uncini, hanno una sezione ad “S” che gli impedisce di cadere dentro l’asola del cilindro. Dopo la modifica del pistone e delle griffe, queste ultime non sporgono più all’interno del pistone, dove scorre la molla, e rimangono bene agganciate al pistone, prova fatta anche senza cilindro, la linguetta del cilindro non lavora più!









La linea rossa indica, più o meno, la forma originale delle griffe.


PISTONE
Nel pistone, con limetta, ho adattato la parte dove lavorano, dove tirano, gli uncini delle griffe in modo che questi ultimi rimangano sempre bene agganciati.





In verde la forma dell’asola originale ottenuta per tranciatura.
In rosso la forma del piano inclinato ottenuto con lima.
Non si vede la luce dell’asola passante perché chiusa dalla camiciatura.


MOLLA
La prima volta che ho smontato la molla, sembrava un serpentello incavolato,
completamente deformato e, cosa molto più grave, con dei segni, delle incisioni, fatte dalle griffe. La molla è ben fatta, intestata bene dai 2 lati.
A mano l’ho fatta tornare rettilinea, (più o meno) e l’ho lucidata con carta abrasiva e olio. Alcuni segni però sono rimasti quindi ho ordinato da Chambers una nuova molla, originale. Le eventuali rotture della molla partono sempre dalla circonferenza del filo, un segno potrebbe innescarne la rottura.
La nuova è molto simile alla vecchia, diametro filo vecchia 2,35 mm, diametro filo nuova 2,40. Leggermente più lunga ma questo è normale per una molla che non ha mai lavorato. Ho notato un piccolo aumento di potenza, dovuto sia al leggero aumento diametro filo, sia alla molla nuova.
In testa alla molla ho montato un rasatore di 0,2 mm per lato, per facilitare la torsione della stessa. Non ho lucidato il filo della molla nuova, perché è abbastanza liscio e, come dicevo prima, una leggera rugosità trattiene meglio il grasso. Non ho uniformato, molato, i diametri della prima spira ai diametri del resto della molla perché le prime spire sono assialmente ferme, una nella testa della camiciatura del pistone, l’altra sulla base del guidamolla.
Pensandoci bene però, una piccola riduzione del diametro esterno ed un piccolo allargamento del diametro interno, permetterebbero una migliore torsione della molla, lo farò al prossimo smontaggio.
Dopo tutte le modifiche fatte ed un migliaio di piombini sparati, ho controllato la molla: si era accorciata pochissimo ed era bella dritta, sembrava appena uscita dalla busta Chambers.
Misure molla ricambio Chambers:
Øi = 11,65 – Øe = 16,45 – Øfilo = 2,40 – Lung.Libera = 235 – Spire = 35 (33+2 molate).


GUIDAMOLLA
Il guidamolla originale è un tubo in ferro imbutito. Ne ho fatto uno nuovo più lungo, sfruttando quasi tutto lo spazio disponibile, ho lasciato meno di 1 mm di gioco. Molti, in internet, consigliano un materiale plastico, quindi potevo scegliere tra:
- Teflon - il più scorrevole ma senza memoria, dopo un po’ gli sarebbe rimasto impresso l’impronta delle spire molla.
- Delrin - il più rigido, ma anche fragile, con la lavorazione avrei tagliato le catene molecolari rendendolo debole.
- Polizene - materiale economico per guide ma non molto robusto.
- Nylon - quello con cui si fanno le fascette, robusto e scorrevole.

Ho scelto Nylon nero, Øe 11,82 mm ma dopo averlo provato non mi ha dato quelle sensazioni che mi aspettavo, è difficile da spiegare, non sentivo il feeling.
Ne ho fatto un altro in ottone Øe 11.80 mm , non avevo sottomano il bronzo. Sentivo il caricamento e lo sparo molto meglio, quindi ho lasciato il guidamolla in ottone.






CAMICIATURA
La camiciatura l’ho realizzata in Nylon nero. Nel pistone ho “addrizzato” la linguetta tra le fessure, poi ne ho pulito al tornio l’interno. Ho spinto dentro la camiciatura grezza a forza. Poi sul tornio l’ho rifinita alla quota giusta, Øi 17,00 mm, così è perfettamente cilindrica e centrata nel pistone.
Per ottenere le misure giuste di guidamolla e camiciatura ho messo la molla in una grossa barra filettata, una rondella ed un dado per parte ed ho iniziato ad avvitare. Quando ho raggiunto la distanza interna tra le rondelle, corrispondente allo spazio molla nella pistola scarica (143 mm), ho misurato il diametro esterno della molla, per differenza del diametro filo, ho ricavato il diametro esatto del guidamolla. Avvitando la molla a pacco (82,5 mm) ho ottenuto il diametro interno della camiciatura.
La camiciatura ha chiuso dall’interno le asole del pistone, non si vede più la molla.






Il piccolo scasso che ho fatto nella camiciatura, in corrispondenza dello scasso nel pistone, come si vede dalla foto, non ha utilità pratica ma serve solo per vedere se la camiciatura si muove, se è ben ferma.

TRANSFER PORT
La transfer port nella zona cilindro culatta era parzialmente ostruita da un disassamento tra il foro nel cilindro esattamente sotto l’OR060 e la nicchia nella culatta azzurra dello schema. Con un piccolo fresino ho allargato la nicchia in quest’ultima, quanto basta per avere una apertura del 100%. Non ho allargato la sezione di passaggio aria prevista in fabbrica.







GUARNIZIONE PISTONE
La guarnizione originale in teflon era diametro 21,95 mm ed il diametro del cilindro è Ø 22,00 mm praticamente non sigilla.
Ne ho fatta una, sempre in teflon, Ø 22,05 mm, con una gola centrale per diminuire la zona di attrito, ma era troppo stretta e legava molto, addirittura se sparavo a potenza ridotta, alcuni piombini restavano in canna.
Ne ho fatto una seconda, sempre in teflon, Ø 22,00 che sembra andare bene e che uso tuttora.







RIDUTTORE TURBOLENZA
Dopo varie prove succedeva una cosa strana: la maggior precisione l’avevo con i piombini a punta, in particolare con i Norica Thor (scatolina originale in plastica azzurra, nella foto in fondo sono i penultimi a destra (è la scatola ove li ho travasati)).
I più imprecisi erano quelli domed, bombati. Nella HW45 dove finisce la canna, inizia un vuoto a forma di cono schiacciato, stirato verso il basso, disassato. Non ho capito il perché del disassamento, forse per pressofondere meglio il corpo pistola, forse per compensare il naturale spostamento verso l’alto durante il tiro, ma di sicuro in questi circa 25 mm ci sono delle pressioni e delle turbolenze strane. Turbolenze create dalla massa d’aria (nella canna) spinta fuori dal piombino e che, intanto che il piombino le attraversa, lo influenzano.
I piombini a punta “forano” queste turbolenze. I domed sono quelli più influenzati. Per ridurre il fenomeno, ho costruito una cannuccia con allargamento in testa da infilare nel cono. L’allargamento è stato limato a mano in modo da adattarlo alla sezione ovale disassata del cono di uscita. L’ho fatto un paio di mm più corto per non influenzare l’estetica e per nascondere le tracce di hotmelt (colla a caldo) con cui l’avevo montato.
Avevo dubbi su questa teoria, ma dopo i primi tiri ho visto che la situazione si è pianificata, i match ed i domed sono altrettanto precisi, se non migliori, rispetto ai pointed, ad una distanza di 10m.
Scaldata con phon, ho smontato la cannuccia e fatta anodizzare ad ossido duro (anodizzazione colore nero opaco). Rimontata con hotmelt e tolto l’eccesso di colla con un cutter, adesso fa il suo buon lavoro di ridurre le turbolenze.

Un paio di precisazioni.
Il diametro interno della cannuccia corrisponde ad un’area doppia dell’area della canna, questo per dimezzare la velocità dell’aria che ha spinto il piombino fino alla fine della canna, in modo che quest’aria non sorpassi il piombino stesso. Inoltre l’aria spinta dal piombino in questo riduttore, crea nello stesso un flusso laminare verso l’uscita. Magari questo è sbagliato, magari altri diametri lavorano meglio, ma ho deciso un’area doppia tanto per partire con le prove, mi sono trovato bene subito e le prove sono finite.
Per montare la cannuccia mi sono costruito una spina in alluminio a doppio diametro: il Ø più grande scorre appena nella cannuccia, il Ø più piccolo è tale (con l’aggiunta di un giro di nastro adesivo da disegnatori per non segnare le rigature) da avvitarsi dolcemente nella canna.
Prima del montaggio ho scaldato il tutto con phon (cannuccia, spina, testa della pistola) poi ho ricoperto la cannuccia di hotmelt, ho spinto la cannuccia nel foro conico fino a battuta contro la canna. Naturalmente tutto l’hotmelt in eccesso è uscito solamente da dove si vede in foto, nulla ha sporcato la volata della canna.






Non ho le foto del riduttore di turbolenza, quindi metto i disegni dello studio preliminare:











ZAVORRA
Ho fatto varie prove di zavorramento, con pezzi di piombo presi da un lattoniere e legati con nastro adesivo in diverse zone. Appesantendo la punta della HW45 riuscivo a tenerla meno tremolante. Ho quindi incastrato una piombatura in testa, vicino all’attacco delle griffe.
Ho anche messo un pezzo di piombo nell’impugnatura, non sono sicuro della sua utilità visto che mi abbassa il baricentro della pistola, ma mi ci trovo bene e l’ho lasciato.
Sono abbastanza robusto che riesco a sparare una mezza scatola di pellets senza stancarmi, anche se la mira ne risente.














Come vediamo il peso totale è ora 1,35 kg



PRESSAPIOMBINO
Infilare il piombino non sempre riesce bene, alcuni restano leggermente sporgenti, col rischio (durante la chiusura della canna) di pizzicare l’OR di tenuta OR020.
Mi sono fatto in piccolo punzone in Delrin, con doppia punta, per adattarsi a tutti i piombini. Questo punzoncino non solo permette di inserire per circa 1 mm il piombino, ma ne adatta la gonna alla canna, rendendola cilindrica se fosse leggermente deformata.



































PIOMBINI
Ho provato e sto provando vari tipi di piombini, alcuni vanno leggermente meglio di altri; i motivi possono essere tanti , come la forma, la lega di piombo, la lubrificazione, ecc. non sto a sindacare il perché.
Ogni piombino, tra quelli che si adattano meglio alla HW45, ha un suo “carattere” ma non posso dire che esista quello migliore in assoluto.
Io mi sono trovato bene con JSB Exact 4,50 e con gli RWS, sia R10 Match premium line sia Meisterkugeln professional line pistola. Anche gli economici RWS Hobby sport line si sono comportati bene.
Ad oggi ho sparato circa 3 kg di piombini, almeno sono quelli che ho recuperato con la “trappola pellets” portabersagli che mi sono costruito







POTENZA
La potenza non arriva ai 7,5 Joule come ne avrebbe diritto, ma a fatica arriva quasi ai 6 Joule. Penso sia dovuto al fatto che la HW45 è la stessa venduta anche nel Regno Unito, dove la legge britannica impone un limite di 6 Joule per le armi corte, almeno credo.
Riporto solo alcune misure rilevate:
- Gamo Pro match = 5,0 J
- Gamo Pro hunter = 4,6 J
- JSB Exact 4,50 = 5,9 J
- JSB Exact 4,52 = 5,3 J
Ma posso assicurare che sul bersaglio a 10 m un Joule in più o in meno non si sente. Almeno non lo sento io.


GUANCETTE
L’ impugnatura e' molto ovalizzata, stretta e lunga, non e' il massimo,
quindi ho deciso di realizzare un paio di nuove guancette, soprattutto per aumentare la zona di appoggio sul palmo della mano.
Dopo aver smontato le guancette originali, ho avvolto tutta la pistola con la pellicola trasparente per alimenti.
Ho recuperato un po' di terra (creta) in giardino e l'ho messa intorno al metallo dell'impugnatura.
Impugnando la pistola la creta si modella esattamente alla mano, aggiungendone o togliendone finché il lavoro non soddisfa.
Ci vuole pazienza, la creta quando si asciuga perde volume, si rimpicciolisce, perciò tutti i giorni si deve ritoccare.
A lavoro ultimato avevo il simulacro per la realizzazione in legno.
Il modello in creta è risultato una specie di mix tra l’impugnatura della HW75 ed una impugnatura tipo match, non mi piaceva esteticamente, si impugnava bene ma era bruttissima su una HW45.
Ho limato, squadrato la creta, l'ho resa più somigliante alle sue guancette originali, ma più grandi, più spesse ed anatomiche sulla mia mano.
Al posto della creta avrei potuto usare il DAS.










Le guancette le ho realizzate in teak, legno molto stabile ma tenero, per una questione personale affettiva in ricordo del passato in marina.
Ho fatto gli zigrini con un saldatore a punta per elettronica.
La precauzione principale e' stata di non sporcare la pistola, la polvere della creta secca può essere dannosissima per gli ingranaggi della pistola.
Una curiosità: per la finitura non ho usato carta vetrata fine, ma un pezzo di vetro ed una lama nuova da cutter.
Verniciate con vernice spray trasparente opaca.
Le viti originali le ho sostituite con simili, più lunghe, in ottone. Non tanto per l’estetica ma per non provocare ruggine col sudore delle mani.
A proposito di estetica, le guancette sono asimmetriche, ma ho preferito privilegiare il tuning ergonomico a dispetto del tuning estetico.











PROVE FALLITE
Per impugnare meglio la pistola, ho messo una fascetta per esaltare la zigrinatura sul copri grilletto, per tenere fermo il dito indice della mano destra. Se avesse funzionato poi avrei fatto un pezzo su misura in plastica o alluminio. Ma mi trovo meglio posizionando l’indice destro sul medio sinistro, quindi ho abbandonato.






Ho fatto un simulacro di calcio, tipo carabina, da applicare all’impugnatura dopo aver tolto le guancette. Volevo aumentare la stabilità per vedere se facevo miglioramenti con le altre modifiche, ma anche in appoggio non mi ci trovavo, facevo fatica, non l’ho più rimontato.











VALIGETTA
La pistola la ripongo in una valigetta in plastica, piccola, ma finché non ne trovo una migliore ci adattiamo.
La pistola la ripongo aperta, per mantenere rilassato l’OR della transfer port. Nei bordi, tra la spugna ed il corpo della valigetta, si notano le bustine di sali disseccanti, tipo silica-gel, per limitare l’umidità che la spugna assorbe.







CONCLUSIONI
La ricomprerei ? Assolutamente si! Gran pistola.
Costa parecchio ma il rapporto qualità prezzo è abbastanza buono. Se vale i soldi che costa di più rispetto alla sorellina minore HW40 non lo so.
la sensazione che dà la HW40 è quella di un giocattolo, molto più preciso ma sembra sempre un giocattolo.
La sensazione della HW45 è quella di un’arma vera, solida. Fino a 20m fa la sua bella figura.
Del confronto con la Diana FP5 Magnum ne ho parlato all’inizio.
Gli unici veri difetti sono le griffe, da migliorare l’aggancio.
Dopo il tuning la precisione è sensibilmente migliorata, a 10m una moneta da 1 euro la centro abbastanza spesso, se sono in giornata buona anche 4 volte su 5. Tiro da autodidatta, senza nessuna preparazione o scuola.
Un amico, a cui non la presto più (scherzo) perché mi umilia sempre, centra con naturalezza un cent.
Anche senza tutte le piccole modifiche che ho apportato, la HW45 rimane molto valida, certo che adesso rimane bella stabile in mano e soprattutto è cambiato il rumore. Prima il rumore del caricamento era metallico, quasi uno stridore delle griffe sulle fessure con accompagnato grattatura sulla molla; adesso è soft, ovattato, silenzioso.
Lo sparo adesso è un piccolo “puff” coperto da un “tok” (la guarnizione contro la culatta), nessun rumore metallico della molla che sbatte dove vuole.



RIFLESSIONI FINALI
Perché ho scritto questo articolo?
Non ho nessuna pretesa di insegnare nulla a nessuno, ho smesso di insegnare ormai da una vita e non ho intenzione di riprendere ora.
In origine non avevo la volontà di scrivere questa piccola “recensione”, mi sarebbe piaciuto scrivere tanti piccoli post nei principali forum che trattano armi ad aria compressa e confrontarmi con altri appassionati. Questo per crescere personalmente, solo col confronto si riesce ad evolversi; da soli non si può che rimanere fermi e stagnanti.
Ma come dicevo prima, nonostante i miei 50 anni passati, ho voglia di imparare e migliorarmi. Ho quindi scritto queste righe per poterle condividere con gli altri, ascoltare anche i loro commenti.
Nei forum ho visto che ci sono persone veramente in gamba, ed è anche a loro che pensavo durante la stesura di questo scritto; le critiche saranno sicuramente costruttive, indicandomi dove posso migliorare.
E se qualcuno ha letto tutto fino qui, i miei complimenti per la pazienza.











Saluti
Prince


Postato il Monday, 08 June @ 22:18:07 CEST di prince
 
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