DIANA F20
Data: Sunday, 23 May @ 11:58:54 CEST
Argomento: Armi ad aria compressa


APPROFONDITA ANALISI DELLA PICCOLA ED ECONOMICA CARABINA TEDESCA, CON INTERESSANTI SPUNTI PER LA PERSONALIZZAZIONE.

PREMESSA

Stavolta vorrei parlarvi di una piccola carabina, che paragonata a certi mostri sacri... passerebbe sicuramente in secondo piano... ma che se apprezzata per quello che e’, sa regalare tante soddisfazioni. Intesa come una entry level o per tirare senza grosse pretese entro i 20 metri... ha dimostrato ampliamente di essere piu’ che all’altezza della situazione. Puo’ essere perfetta quando ci si avvicina per la prima volta a questo meraviglioso hobby, nel tiro ludico magari nel giardino di casa e, perche’ no, puo’ trovare posto nella collezione della persona un po' piu’ smaliziata; si tratta insomma di un valido modello, un po' piccolo forse nelle dimensioni ma non nelle prestazioni.
E' stata per parecchio tempo la più piccola ed economica delle carabine “Diana” (http://www.diana-airguns.de); il distributore ufficiale come tutti sanno e’ Paganini. Gia’ da qualche anno la F20 non è più presente nei cataloghi ufficiali Diana, essendo stata sostituita dalla F240 Classic che si pone, almeno per le dimensioni mostrate come una via di mezzo tra la F20 e la F24. Credo sia ancora possibile trovarla in qualche armeria che l'ha in magazzino magari gia’ da qualche anno.

Personalmente l’ho acquistata nel 2007 vedendo la pubblicita’ in rete di una armeria di Milano. Mi adoperai quindi tramite l’armeria della mia citta’ nel farmela arrivare, pagandola 125 Euro. Quando la vidi e la imbracciai mi resi subito conto che nonostante le sue dimensioni decisamente piccole avrebbe potuto stupirmi.
L’unica parte in plastica e’ rappresentata da un tappetto posto alla fine dell'azione; per il resto solo metallo e legno. Si tratta di una carabina molto semplice, con un bel calcio in faggio di tinta piuttosto scura, privo del calciolo in gomma e di qualunque preziosismo. Lo scatto è non regolabile, tra l’altro un po' duretto ma totalmente in metallo.
Nella foto sottostante la potete vedere come appare in versione originale, appena acquistata:





UN PO' PIU’ NEL DETTAGLIO

Questa piccola Diana, come nella grande tradizione di questa antica casa, rappresenta la piu’ classica delle carabine: funziona a molla con canna basculante o, come dicono i nostri amici oltremanica, springer break barrel.
E’ un modello di libera vendita (rientra tra le armi a modesta capacita’ offensiva) prodotta solo in calibro 4,5 mm; il suo C.N. e’ 92. La canna e’ lunga 440 mm, è in acciaio a 12 principi, e credetemi osservandola con il boroscopio si nota immediatamente che e’ di gran pregio.

Il peso dell'arma e’ di circa 2500 grammi per una lunghezza di 1020 mm. Come quasi in tutti i modelli Diana presenta le classiche mire regolabili ma e’ anche provvista della nota guida a coda di rondine sul castello che permette il montaggio di una piccola ottica. La sicura e’ assente, e come scritto sopra la lama del grilletto non presenta nessuna possibilita’ di regolazione; credo si tratti del loro T01. Posso comunque confermarvi che dopo qualche scatola di pallini lo scatto e’ piu’ morbido ed intuitivo. Al mio rientro in Patria, tra i successivi lavori che ho pianificato vi e’ anche il totale smontaggio dello scatto per una successiva lappatura ed altri interventi, allo scopo finale di renderlo piu’ leggero e preciso.


PICCOLI INTERVENTI

La prima cosa che ho notato e che non mi e' tanto piaciuto e' la guarnizione sulla culatta in cuoio; in foto potete vedere come si presentava (la foto non si riferisce al mio modello, l’ho trovata in rete, ma è molto simile alla mia situazione):




Ovviamente ho pensato che questo “orrore“, consentitemelo, avrebbe negativamente influenzato la costanza di erogazione dell’aria e quindi il risultato finale in termini di precisione, impressione poi puntualmente avvalorata dalle stringhe al cronotachigrafo.
Da una successiva ricerca in internet ho appreso che tanti anni fa queste guarnizioni in cuoio venivano abbondantemente usate e per consentire una accettabile costanza nelle prestazioni dovevano essere sempre ben inzuppate di olio; ho trovato questa foto che mostra come queste guarnizioni si presentavano prima di essere inserite nella relativa incassatura attorno alla culatta:




Ho poi notato che la guarnizione originale delle Weihrauch (di cui sono un grande fan) era quasi dello stesso diametro, piu’ piccola di qualche decimo della scanalatura dove alloggia. Quindi senza indugio ho tolto la guarnizione in cuoio usando uno spillo, e ne ho installata una in teflon di marca HW, che sono riuscito ad infilare con un piccolo sforzo; con il successivo utilizzo della carabina si è perfettamente adattata alla sede, e successive misurazioni della velocita’ confermano che questa operazione ha portato i risultati sperati. Nella foto sottostante potete vedere come si presenta adesso la culatta... che ne pensate?




Vi mostro adesso alcune foto disposte in ordine cronologico per illustrare gli altri interventi effettuati.
Ho fatto uso di uno stucco bicomponente specifico (utilizzato di solito per modificare le impugnature) per cambiare la forma della calciatura originale e renderla piu' piacevole... poi come al solito l'ho resa mimetica (una mania professionale dalla quale riconosco di essere affetto... non riesco a liberarmene).
Ecco come si presentava in configurazione quasi... originale (nel senso che gia’ avevo iniziato a fare i primi ritocchi):



Come potete vedere da questa e dalla prossima, il calcio era privo di montecarlo, tra l’altro tendeva a “scendere“ in direzione dell’appoggia spalla, dando qualche problema con l’allineamento se si usa l’ottica:



Nella parte terminale del calcio ho applicato un calciolo Beretta in gomma morbida che ha migliorato non poco il confort.

Come potete vedere ho installato uno dei miei primi copricanna/compensatori; lo scopo era quello di appesantire la canna per ridurre in parte il cosiddetto muzzle flip (una sorta di rilevamento, cioè la tendenza dell'arma ad impennarsi).
Si tratta di tubo zincato (si trova nei negozi di accessori per fontaniere, in tratti di diverse lunghezze spesso con le estremita' filettate; i diametri più comuni sono 3/4 o 1 pollice) che ho tagliato a misura e rifinito al tornio ai due estremi. Per ragioni estetiche ho rastremato il lato in direzione del tiratore per ottenere una forma conica, mentre ho lasciato aperta (in questo primo esemplare) l'estremità verso la volata.
Realizzato l'oggetto, lo ho semplicemente infilato sulla canna, riempiendo lo spazio altrimenti vuoto con normale nastro isolante.
A titolo di curiosità vi dico che negli esemplari che ho realizzato successivamente ho chiuso l'estremità saldando una rondella, e ho ricavato un certo numero di luci. Queste ultime, che possono essere perpendicolari al tubo o inclinate in direzione del tiratore, dovrebbero servire a eliminare parte dell’aria in eccesso dietro al pallino nel delicatissimo momento in cui lascia la volata, aria che ne destabilizza in alcuni casi il volo peggiorando la precisione.
Non sono totalmente sicuro di essere riuscito ad eliminare questo “problemino“, anche se in generale il risultato sul bersaglio e’ leggermente migliorato; il miglioramento potrebbe però essere imputabile anche al solo appesantimento della canna e della carabina, che migliora la reazione al completamento del ciclo di sparo (al termine degli interventi descritti il peso e’ passato dai 2500 grammi a 3200 grammi, ottica esclusa).

Con l’uso, come scrivevo sopra, di stucco specifico dopo qualche esperimento, tanta carta vetrata (ed una totale riverniciatura finale) ho realizzato un appoggiaguancia tipo montecarlo ed ho modificato l’angolazione originale dell’impugnatura a pistola; ecco il risultato:




Come vedete ho dotato l'impugnatura a pistola, che ora risulta piu’ marcata, di una specie di base/elsa su cui appoggiare il palmo della mano per migliorare la stabilita’ della presa; in realta’ si è dimostrata scomoda ed in seguito dopo varie prove l'ho eliminata, come potete notare nelle foto che seguono.

A questo punto come mi succede spesso non ero soddisfatto dell'estetica e del colore originale, quindi colto... dalla mia mania di "mimetizzare tutto" ho adottato una colorazione in stile "desert". Qui di seguito potete vedere il risultato finale:








PROVE DI TIRO

Tutto sommato soddisfatto di questa nuova estetica piu’ tattica e a me piu'... familiare, mi sono dedicato seriamente alla scelta dell'ottica ed alla ricerca del pallino ideale.

Ho provata diverse ottiche ed alla fine, data la vocazione ludica di quest'arma, ho preferito adottare un modello di piccole dimensioni (Leapers 6x32 con reticolo mil dot illuminato rosso/verde), anche per non rovinare l'equilibrio totale che con ottiche piu’ grandi veniva un po’ alterato.

Al termine di numerose prove con diversi pallini il miglior risultato l'ho ottenuto, con mia sorpresa, con gli RWS SuperMag da 0,6 grammi; probabilmente il peso riesce a contenere un po' delle reazioni inevitabili dovute alla piccola mole.
Con questi pallini ottengo una velocità media di 155 m/s, quindi 7,2 Joule. Meccanicamente e in termini velocitari ho riscontrato una costanza impressionante, del tutto inaspettata per un modello che potremmo considerare poco piu’ di un giocattolo.

Per completezza vi mostro la tabellina delle velocita’ / potenze ottenute con alcuni pallini utilizzati durante la fase di selezione:




Come dicevo alla fine ho deciso di adottare gli RWS SuperMag, vi posto quindi la tabellina ed il grafico ottenuti con questi ultimi, non prima di avervi mostrato i pallini in questione sia con la vecchia scatola del caratteristico colore arancione che con la nuova adottata più recentemente:





Tabellina di riferimento:



Relativo grafico:



Questi di seguito sono i migliori risultati ottenuti, come vedete sono un po “datati“... Ho pero' avuto modo lo scorso Febbraio di tornare una settimana in Italia, ed avendo utilizzato l'arma per qualche giorno vi posso confermare che lo standard di questi risultati e’ stato ampiamente confermato:












Come vedete non sono andato oltre i 30 metri, anche se sono convinto che fin verso i 40 avrei avuto qualche bella soddisfazione; ma come dicevo non era questo il senso delle prove.
La carabina e' di piccole dimensioni ma piena di carattere... ed e' un mostro di costanza! Non oso immaginare che prestazioni regalerebbe con qualche intervento tipo camiciatura ed il miglioramento di qualche componente interno.

Unica pecca come anticipato prima e’ lo scatto che non da’ a mio modestissimo parere, giustizia a questa Dianina; al mio rientro in Italia provero’ magari anche a costruirmi un grilletto totalmente nuovo in ottone, per impreziosirla un po'.
Come potete vedere nel disegno espoloso l'arma è veramente semplice, soprattutto nella zona grilletto, per cui eventuali interventi non dovrebbero rivelarsi troppo complessi:



Nel corso del rientro in Italia dello scorso Febbraio sempre per dar sfogo alla mania che mi perseguita ho voluto ritoccare ulteriormente l’estetica.
Forte dell’esperienza dell’accessorio gia’ abbondantemente testato nell’articolo sulla BSA XL Tactical, ho aggiunto una guida picatinny sotto l’astina. Ho inoltre aggiunto un "trigger shoe" sul grilletto; si tratta di un accessorio che ricopre il grilletto come una "scarpa", utile per aumentare il controllo ed il confort allo scatto. Ho poi coperto la guardia del grilletto avvolgendola con un cordino da roccia, che successivamente e’ stato colorato come il resto della carabina; probabilmente al mio rientro insieme al nuovo grilletto realizzero’ anche una guardia in ottone o alluminio che ne riprenda il colore.








Ho infine costruito alcuni "stencil" utilizzando dei cartoncini in cui con il taglierino ho ritagliato forme di fantasia, e li ho utilizzati disponendoli in maniera randomica sulla carabina e sull'ottica per creare (mediante bombolette di vernice spray) le macchie che potete vedere nelle foto.
Nelle 2 foto seguenti potete vedere piu’ nel dettaglio come sono cambiati l'impugnatura, il poggia guancia e l'appoggia spalla.






Il risultato complessivo è un po' “rustico”, ma ricordiamoci che in fondo si tratta di una carabina per tirare in giardino... possiamo chiudere un occhio...







Queste sono le foto di Febbraio, come potete vedere vi era una leggera pioggerellina:















E con queste immagini Vi saluto, sperando di aver con questo mio piccolo contributo... fatto la gioia di qualche appassionato di questo marchio, e augurandomi soprattutto di non avervi annoiato.



Un saluto dall’Olanda.

Fabio l’olandese... quasi volante, alias Sniper70.

A cura di glfaa





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